ETTY HILLESUM: valore delle parole, potere della lettura

“Se dico che stanotte sono stata all’inferno, che cosa ne potete capire voi?

Etty Hillesum, Diario

 

Sabato 26 gennaio, presso il salone Bonomelli in Seminario, in occasione della Giornata della memoria, si è tenuto il primo appuntamento dalla rassegna “Un tè in Biblioteca” promossa dall’Associazione “Amici BiMu” e dalla Biblioteca del Seminario Vescovile di Cremona. Dedicato in particolare agli studenti, il tema trattato, “Etty Hillesum: valore delle parole, potere della lettura”, ha incuriosito i numerosi ospiti che hanno assistito all’incontro introdotto e moderato da Daniele Ravasi, docente di storia e filosofia presso il Liceo Vida di Cremona, e condotto da Omar Cominelli, docente di Religione Cattolica.

Ravasi ha evidenziato come dopo l’entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz il 27 gennaio del 1945, sia iniziato il lungo e doloroso recupero delle testimonianze delle vittime di una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente. La scrittura diventa terapia, un mezzo per organizzare, chiarire, condividere i ricordi e gli orrori e per non ripeterli. I libri sono pulsanti testimonianze di vita che preservano la memoria non oggetti polverosi disposti sugli scaffali delle biblioteche.

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«Bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo?». Con questa domanda di Franz Kafka tratta dalla lettera a Oskar Pollak si è aperto l’intervento di Cominelli che ha “incontrato” Etty Hillesum durante il suo percorso universitario presso l’ISSR di Crema, dove si è laureato con una tesi dedicata alla giovane olandese, morta nel campo di concentramento di Auschwitz il 30 novembre 1943.

Attraverso citazioni tratte dal Diario, recentemente pubblicato anche in italiano nella versione integrale  è stato ricostruito un tratto della complessa personalità di Etty: il suo ambito culturale, le letture formative fino alla necessità di tradurre in parole e fissare su carta il suo percorso di maturazione spirituale.

Parole che scorrono a fiumi nel corposo diario degli ultimi due anni della sua esistenza, parole necessarie a comprendere l’orrore calato sull’Europa di quegli anni. Nonostante ciò le parole di Etty sono sempre cariche di vita e di amore,parole che possiedono ciò che Roland Barthes definisce “punctum”, cioé una fatalità che punge, che ferisce e ghermisce.

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La rassegna “Un té in Biblioteca” continuerà sabato 9 febbraio alle 10 con don Marco d’Agostino e alcuni studenti del Liceo Vida di Cremona che racconteranno come la loro esperienza con la disabilità sia stata così formativa, forte e totalizzante da dover essere tradotta in scrittura dando vita al libro “Cloroformio”.

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