Convegno delle Stelline, Milano – 3-4 marzo 2011

Da Biblioteche Oggi n.11/2010

 

L’ITALIA DELLE BIBLIOTECHE:
3-4 MARZO AL PALAZZO DELLE STELLINE

Come annunciato, la sedicesima edizione del meeting  dei bibliotecari che
si tiene annualmente  al Palazzo delle Stelline di Milano si svolgerà
GIOVEDÌ 3 e VENERDÌ 4 MARZO 2011.
Tema del Convegno: “L’ITALIA DELLE BIBLIOTECHE: SCOMMETTENDO SUL FUTURO
NEL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITÀ NAZIONALE”.
Nel marzo 2011 raggiungeranno, infatti, il loro apice le celebrazioni del
150° anniversario dell’Unità d’Italia, che venne proclamata il 17 marzo
1861. Centocinquanta anni dopo, il convegno delle Stelline vuole dedicare
i propri lavori a questa importante ricorrenza scegliendo come tema
portante L’ITALIA DELLE BIBLIOTECHE.
Nonostante il genetliaco del nostro Stato si presti a riflessioni di
natura storica, il convegno intende innanzitutto fare il punto della
situazione attuale del mondo bibliotecario e biblioteconomico italiano,
evidenziando in particolare il significato e i modi dell’appartenenza ad
una specifica dimensione nazionale, con lo sguardo rivolto al futuro.
Esiste una “italianità” delle biblioteche? E se esiste quali
caratteristiche ha, soprattutto in riferimento a quelle esperienze estere
con le quali il mondo contemporaneo, sempre più interconnesso, ci obbliga
continuamente a confrontarci? A partire da questo duplice interrogativo,
che in realtà sottende la vera questione del nostro carattere nazionale e
ci coinvolge tutti come cittadini prima ancora che come attori del mondo
bibliotecario,  gli interventi previsti per questa edizione delle Stelline
punteranno ad  articolare le loro riflessioni  attorno ad  alcuni nuclei
tematici,  correlando  approfondimenti di carattere storico con le analisi
del presente, al fine di cogliere le prospettive (cioè “scommettendo sul
futuro”, come recita il sottotitolo). In altre parole: un  percorso
critico tra passato, presente e futuro che contribuisca a focalizzare
l’anomalia del sistema bibliotecario italiano per come è venuto formandosi
e a individuare possibili linee di sviluppo.
Tra i principali nuclei tematici spicca quello rappresentato dalla sfida
della modernità, che appare troppo spesso ai nostri occhi come qualcosa di
puramente importato. Quali sono i contributi della biblioteconomia italiana
al dibattito scientifico internazionale? Quali le esperienze italiane di
tecnologia biblioteconomica riconosciute a livello internazionale?
Esistono statistiche e indicatori per misurare la “modernità” in ambito
biblioteconomico?  Queste e  altri gli interrogativi su  come le
biblioteche italiane stanno affrontando la sfida della modernità, che
necessita a sua volta di una definizione non fuorviante.
Occorrerà, nondimeno, considerare le diverse facce del “tema dell’unità”,
a cominciare da un esame puntuale di come le difficoltà, le carenze  e
conseguenti storture che hanno accompagnato la realizzazione dello Stato
unitario abbiano avuto un riflesso anche in ambito biblioteconomico, a
cominciare dalla considerazione delle innegabili differenze esistenti nel
nostro Paese tra Nord e un Sud anche per le biblioteche in termini di
varietà e qualità dei servizi erogati ai cittadini. Si discuterà dunque di
come  arrivare a ridisegnare un sistema bibliotecario più armonico, fondato
su nuovi modelli e strategie di cooperazione. Sarà così l’occasione per
interrogarsi, ad esempio, sulla vocazione delle biblioteche statali in
epoca di federalismo dei beni culturali, sul ruolo degli istituti centrali
e delle biblioteche nazionali centrali, ripensando criticamente ad aspetti
specifici quale la funzione di “unificazione biblioteconomica” di SBN,
l’incidenza effettiva delle Regioni sulla creazione di una rete diffusa di
servizi bibliotecari che implichino il coinvolgimento degli enti locali,
la ricaduta sulle biblioteche accademiche degli spazi dell’autonomia
universitaria sempre più intaccati dalla riduzione dei bilanci.
Il “tema dell’identità” costituirà un altro argomento ineludibile, poiché
è innegabile che “se manca un’idea di biblioteca, se l’opinione pubblica
non se ne è fatta un’immagine che non sia di nicchia, se la professione
stessa non ha potuto configurare un’identità nazionale per questo
servizio, resta molto difficile stabilire a quali bisogni culturali
corrispondere” (Rapporto sulle biblioteche italiane, 2007-2008). E altresì
vero che, per superare lo stato di fatto, occorre rilanciare il dibattito
storiografico sulle biblioteche italiane onde proporre per il presente uno
o più modelli di biblioteca  compatibili con il sostrato culturale che ci
caratterizza e non meramente importati dall’estero.
Il “tema del glocale” ci interroga su come  il mondo bibliotecario
italiano è in grado di svolgere un ruolo a livello globale contribuendo
con la propria specifica cifra culturale. Il valore della “glocalità” si
realizza infatti quando si dimostra la capacità dei soggetti in campo di
dialogare senza disperdere il proprio patrimonio identitario in un mélange
indifferenziato e, tuttavia, senza che questo patrimonio diventi pretesto
per richiudersi in uno sterile localismo. Sarà questo l’ambito  in cui
discutere, tra l’altro, dei contributi italiani ai progetti di biblioteche
digitali internazionali, di contributi italiani ai progetti OAI, del ruolo
dei bibliotecari italiani dopo IFLA Milan 2009.
Il “tema della professionalità” rimanderà a come in Italia sono
considerati i tre pilastri sui quali si regge una qualsiasi professione
riconosciuta: formazione, status giuridico, aggiornamento. A che punto
siamo in Italia in rapporto agli altri paesi del mondo industrializzato?
Quali conseguenze della riforma universitaria per i corsi di
biblioteconomia? A dodici anni dalla costituzione dell’albo professionale
quali sono le prospettive realistiche di riconoscimento della professione?
È opportuno continuare su questa strada? Oltre ai convegni, alle riviste,
ai corsi di aggiornamento, i bibliotecari si avvalgono dei social network
per migliorare la loro vita professionale?
Ampio spazio il convegno dedicherà al “pianeta lettura”, non solo perché
la pratica del leggere, ancorché non in esclusiva, riguarda da vicino le
biblioteche e si è intrecciata strettamente con la loro storia in questo
secolo e mezzo, ma anche perché ci troviamo di fronte a una rivoluzione,
quella degli e-book, che rappresenta una sfida culturale per le
biblioteche implicando un cambio di marcia e di strategie.
Tra i temi che verranno affrontati una particolare attenzione verrà posta
anche a come l’architettura e lo spazio della biblioteca si sono
trasformati nell’arco di questi 150 anni.
In contemporanea con il convegno si svolgerà BIBLIOSTAR , esposizione  di
arredi servizi e tecnologie per le biblioteche, a cui partecipano più di
cento aziende del settore.

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