Il progetto CEI-BIB :

finanziamenti, programmazione e valorizzazione in tempo di crisi

Il tema del convegno delle Stelline di quest’anno, quanto mai attuale, mira a “favorire l’acquisizione di una maggiore consapevolezza dei processi che sono alla base di una gestione efficace delle risorse, individuando strategie che permettano di trasformare anche le difficoltà economiche in ricerca di nuove opportunità“.

Verranno dunque analizzate  tutte le problematiche inerenti le finalità, la struttura e l’andamento degli investimenti pubblici (ma anche privati) nel settore delle biblioteche. Sarà interessante capire se e quanto gli obiettivi, la gestione, la programmazione e la sostenibilità dei costi nelle biblioteche siano mutati e come. Altrettanto utile sarebbe capire come le singole realtà, con le loro differenze, vivano e gestiscano questo momento, quali sono le risorse, anche economiche, interne ed esterne, come le biblioteche si confrontino ed interagiscano con altre realtà istituzionali e territoriali.

A tal proposito il Progetto Cei-Bib e il PBE (polo biblioteche ecclesiastiche) sono una bella realtà. L’imminente integrazione con SBN, con livello 3 di partecipazione, è solo l’ultimo passaggio di un processo che ha conivolto biblioteche diocesane, biblioteche annesse a Seminari e a Istituti di Scienze Teologiche, grandi e piccole realtà locali, garantendo fondi, assistenza e formazione costante del personale.

I progetti Cei, istituiti a partire dal 1995, hanno la finalità di coadiuvare in forma permanente la Conferenza Episcopale Italiana, le Diocesi, le Conferenze Episcopali Regionali e le Società di vita apostolica in tutto ciò che riguarda la tutela e la valorizzazione, l’adeguamento liturgico e l’incremento dei beni culturali ecclesiastici. La prospettiva futura è l’attuazione del progetto Ecumene: gli esiti di tutti i differenti ambiti di catalogazione (beni storico-artistici, archivistici, architettonici, bibliotecari)  confluiranno in un unica interfaccia, con l’obiettivo di favorire la fruizione integrata attraverso il web di tutte queste banche dati relative ai beni culturali ecclesiastici.

Al convegno del marzo prossimo sarebbe stato interessante un intervento volto a far conoscere lo stato del progetto PBE, le prospettive future e la sua realtà attiva e vitale sotto ogni punto di vista.

Aderire al progetto Cei-Bib significa programmare ed attuare la catalogazione del patrimonio librario delle singole biblioteche ecclesiastiche, realtà spesso sconosciute anche nel proprio ambito territoriale, incentivare l’assunzione di personale competente, garantirne le capacità e la formazione tutti aspetti decisamente controcorrente e meritevoli di essere presentati come opportunità di sviluppo in questo momento di crisi.

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