Progetto CEI-BIB

L’adesione della nostra biblioteca al Progetto Biblioteche Ecclesiastiche (PBE) e la conseguente catalogazione dell’intero patrimonio  librario attraverso il software CEI-BIB è diventata una realtà.

Il progetto presentato a tutta la comunità ecclesiale dall’Ufficio Nazionale per i Beni culturali della CEI, è il quarto rivolto alla tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali ecclesiastici. L’esperienza già maturata nell’ambito dei beni storico-artistici e quella, più recente, nel settore archivistico e dei beni immobili, ha consentito di pensare ed attuare, assieme a diversi affermati studiosi nell’ambito della biblioteconomia, un importante progetto in collaborazione con il Mibac.

Dall’intervento (che di seguito riassumiamo) proposto da don Stefano Russo, direttore dell’Ufficio Nazionali per i Beni culturali ecclesiastici della CEI, in occasione del convegno tenutosi a Roma il 14 settembre 2006, “Le Biblioteche ecclesiastiche. Lineamenti di un progetto condiviso”, è possibile cogliere il valore e la portata di CEI-BIB.

La Chiesa, da sempre committente illuminata nel favorire innumerevoli forme di arte, al fine di dare decoro al culto divino e di promuovere una cultura di ispirazione cristiana, ha ben presente come, ancora e soprattutto oggi, i beni culturali costituiscono una componente tutt’altro che trascurabile nella missione evangelizzatrice. Il compito delle istituzioni culturali ecclesiastiche, delle biblioteche e degli operatori  è quello della promozione umana mediante la valorizzazione del patrimonio storico-artistico, affinché sia messo a disposizione di coloro che ne hanno interesse. Si tratta di un impegno urgente e fondamentale per chi opera in questo settore, ma l’intera comunità ecclesiale deve essere informata e continuamente aggiornata circa il ruolo che i beni culturali ecclesiastici hanno rispetto alle finalità pastorali che l’azione della Chiesa è chiamata a soddisfare.

I progetti proposti dall’Ufficio Nazionale per i Beni culturali ecclesiastici non sono unicamente finalizzati all’inventariazione e catalogazione dei beni ma anche alla loro “fruizione”, un “uso” che presuppone la piena conoscenza del patrimonio comune visto come un insieme unitario il cui collante è la “tradizione o identità ecclesiale”. Tali finalità muovono anche il progetto per le biblioteche.

Il patrimonio culturale, fortemente caratterizzato dalla sua “identità ecclesiale” è capillarmente diffuso sul territorio nazionale e il suo comporsi in insieme coerente fa sì che esso non sia un’entità estranea al mondo civile, ma qualcosa creato nel tempo, che costituisce la memoria del territorio stesso. Perdere questa identità signidica rinunciare a una parte importante della natura del nostro patrimonio. Allora l’identità ecclesiale deve essere inclusiva e non esclusiva, capace di dialogare pienamente con la realtà circostante.

La consolidata collaborazione fra l’Ufficio e l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) su tutte le tematiche legate alla catalogazione di beni mobili, ha portato allo studio, alla ricerca e alla progettazione di un sistema coerente di catalogazione e gestione relativo alle biblioteche ecclesiastiche in unione con l’ICCU, Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e il Ministero per i beni e le attività culturali. Gli snodi fondamentali di questo accordo riguardano:
– lo scambio dei dati per la valorizzazione coordinata del patrimonio culturale,
– la condivisione di obiettivi e strumenti per l’erogazione e la gestione cooperativa dei servizi,
– la comunicazione e la gestione di sistemi di controllo di archivi di autorità,
– il monitoraggio condiviso attraverso l’anagrafe delle strutture bibliotecarie,
– la condivisione di strumenti formativi volti ad assicurare l’aggiornamento e quindi la qualità del lavoro svolto dagli operatori del settore.

Tale condivisioni di intenti è stata sancita da una CONVENZIONE tra l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana e il Dipartimento per i Beni Archivistici e Librari – Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali – Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche il 27 luglio 2008. Attraverso tale convenzione si intende assicurare il dialogo e la collaborazione con i sistemi catalografici già presenti sul territorio, in primo luogo SBN con cui il Progetto biblioteche ecclesiastiche concorda procedimenti pratiche e norme. Gli ambiti di cooperazione saranno anche altri: il censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo, quello relativo ai manoscritti e alla loro bibliografia, il censimento delle attività di digitalizzazione e i progetti integrati di valorizzazione dei beni culturali sul territorio nazionale attraverso lo sviluppo di un sistema di authority control.

Si auspica che, attraverso la convenzione, si possa agevolare il lavoro quotidianamente svolto dalle biblioteche ecclesiastiche, il pieno dialogo con il Servizio Bibliotecario Nazionale ma anche che solleciti un più attivo e proficuo rapporto di scambio a livello locale, in un clima di concertazione degli interventi, di ottimizzazione delle risorse e di condivisione di obiettivi e strumenti di lavoro.

Nell’elaborazione del programma si intende garantire un triplice dialogo:
– a livello nazionale: comunicazione tra CEI-Bib – il catalogo collettivo delle biblioteche ecclesiastiche italiane – ed SBN,
– a livello regionale: l’interazione con i poli territoriali e i sistemi bibliotecari ecclesiastici radicati nel territorio,
– a livello locale con le singole realtà resenti nel panorama bibliotecario italiano e anche in quest’ultimo caso tenendo conto della necessità di colloquiare con le altre strutture civiche con le quali la biblioteca ecclesiastica ha avviato o può avviare una proficua attività di cooperazione.

Il riferimento immediato è nei confronti delle biblioteche che hanno aderito, ad esempio,  alle iniziative dell’ABEI, associazione che fornendo aiuti specifici alle singole istituzioni, armonizza le attività delle varie biblioteche, organizza iniziative di valorizzazione e formazione, senza dimenticare l’importanza del confronto con l’ABEI anche per la definizione del progetto CEI-BIB.

Il progetto vuole quindi garantire anche il mantenimento dell’identità locale, facendo in modo che la partecipazione a CEI-Bib non debba mai essere una scelta alternativa tale da sradicare la biblioteca dal suo contesto territoriale. Rispetto ai principi di sussidarietà e servizio si punta a creare le condizioni affinché tutte le biblioteche siano in grado di entrare nel sistema e di proseguire nello svolgimento delle loro attività.
Create le condizioni, l’evoluzione sarà naturale e il sistema diventerà di bibliographic utilities e di erogazione dei servizi.

Si è prestata attenzione anche nella scelta degli strumenti informatici per la raccolta dei dati e per la loro successiva fruizione, nella piena consapevolezza che la tecnologia è al servizio del contenuto per cui gli strumenti, una volta identificati e prima di essere adottati, vengono analizzati e adattati alle esigenze specifiche del bene culturale ecclesiastico, attenzione questa che viene mantenuta ferma anche nell’evoluzione dei progetti e quindi dei prodotti software.

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