MOSTRE E MUSEI A TU PER TU

Dal Corriere della Sera di giovedì 20 novembre 2008:

Convegno a Cremona. Pinacoteche ed esposizioni permanenti chiedono più fondi

Business e cultura, i Musei all’ attacco: «Basta con le Mostre spettacolo»

MILANO – Non è un dibattito nuovissimo, ma promette di tornare a riaccendersi: la grandi mostre – che in Lombardia, negli ultimi anni, hanno significato soprattutto «Lo splendore dell’ arte» in Santa Giulia a Brescia – fanno bene alla cultura? Sono vera cultura o spettacolo? Fanno bene alle città, ai musei, al turismo? L’ occasione arriverà domani con il convegno «Mostre e Musei a Tu per Tu» in programma al museo civico Ala Ponzone di Cremona. Al centro della discussione – che per l’ intera giornata riunirà amministratori, rappresentanti di musei, storici dell’ arte e imprenditori del settore – un documento che Icom (International Council of Museums) Italia ha fatto circolare nel giugno scorso, avendo l’ assenso anche di diverse associazioni (dei musei di arte contemporanea, ecclesiastici, di enti locali, scientifici, antropologici): domani lo illustreranno Alessandra Mottola Molfino (museologa, tra l’ altro già direttrice del Poldi Pezzoli di Milano), Dominique Ferriot per Icom France e Daniele Lupo Jallà per Icom Italia. In otto pagine e sei «raccomandazioni» sono delineati «i pericoli di una monocultura e il rischio di cancellare le diversità culturali». Si chiedono più fondi per i musei radicati sul territorio e per la valorizzazione delle collezioni che custodiscono e meno finanziamenti «per le mostre blockbuster, spaccabotteghino» di grande risonanza mediatica ma «prive di qualsiasi relazione con la città e con il territorio» e che «tendono inevitabilmente a sottrarre visitatori ai musei… basti citare il caso di Santa Giulia a Brescia che prima delle grandi mostre era arrivato a sommare 93.759 visitatori nel 2003, che nel 2007 si è drasticamente ridotto a 38.187». Ed è questo il punto dal quale partono le repliche: quella del presidente di Brescia Musei, Agostino Mantovani, anzitutto, che in un suo documento ribatte punto per punto. «I visitatori in Santa Giulia sono aumentati, secondo uno studio Ipsos fino a 265mila. Ma lo studio Icom, per il 2007, ha conteggiato i soli biglietti d’ ingresso al museo senza tener conto del fatto che, durante i 5 mesi della grande mostra, l’ ingresso a Santa Giulia era compreso nel biglietto per la rassegna». Sono due correnti di pensiero che domani torneranno a fronteggiarsi: da una parte i musei decisi a conservare la loro identità e non staccarsi dalle loro collezioni neppure per prestiti che possono essere redditizi (sui quali lo stesso ministro Bondi, del resto, ha affermato di puntare); dall’ altra quanti credono invece che grandi eventi culturali siano un buon trampolino per la crescita culturale e non solo. Se Brescia riconosce di non aver (ancora) avuto la sperata ricaduta economico-turistica (ma un’ analisi dell’ Irer indica in 1 a 10 il rapporto tra investimento di partenza e quantità di denaro messa in movimento), «sa tuttavia di aver cambiato la sua immagine in Italia e nel mondo». Laura Guardini lguardini@corriere.it

Guardini Laura

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