Convegno delle stelline – 2010

Fervono già i preparativi per l’edizione 2010 del consueto appuntamento che porta a Milano i bibliotecari di tutta Italia: il Convegno delle stelline.

L’appuntamento è stato fissato per giovedì 11 e venerdì 12 marzo 2010 e il tema scelto per l’atteso confronto appare quanto mai attuale:

VERSO UNA ECONOMIA DELLA BIBLIOTECA: FINANZIAMENTI, PROGRAMMAZIONE E VALORIZZAZIONE IN TEMPO DI CRISI

Dalla newsletter 10/2009 di BIBLIOTECHE OGGI:

Il Convegno si propone di favorire l’acquisizione di una maggiore consapevolezza dei processi che sono alla base di una gestione efficace delle risorse, individuando strategie che permettano di trasformare  anche le  difficoltà economiche in ricerca di nuove opportunità.

Particolare attenzione sarà posta alla struttura e alla ricerca dei finanziamenti, evidenziando alcune  significative esperienze di fund raising. Un altro filone  di approfondimento riguarderà la qualità gestionale della spesa attraverso corrette forme di governance  e programmazione, con riferimento al rapporto con
il mercato (editori, distributori, aggregatori di risorse elettroniche, commissionarie ecc.), ai consorzi (stato dell’arte, evoluzione), a nuovi modelli di partnership con soggetti privati ecc.

In tale contesto acquisterà rilevanza l’esame di progetti e attività di valorizzazione delle biblioteche (biblioteche e territorio: reti, sistemi, distretti), nonché il ruolo delle biblioteche nel marketing culturale e territoriale. Uno spazio particolare sarà dedicato a esperienze e metodi di valutazione dell’impatto economico e sociale delle biblioteche.

Come ogni anno, in contemporanea, si svolgerà la XV edizione di “BIBLIOSTAR”, utile ed interessante rassegna espositivadi arredi, accessori e di tutti i più nuovi ed aggiornati servizi e tecnologie per le biblioteche.

Appena verrà reso dispinibile pubblicheremo il programma ufficiale della manifestazione.

“Cristianesimo e cultura nell’Italia del ‘900″ – Massimo Marcocchi

Ieri, mercoledì 21 ottobre 2009, alle ore 17.30 presso la sede dell’Adafa in via Paestro, 32, si è tenuta la presentazione del libro curato da Massimo Marcocchi:

Cristianesimo e cultura nell’Italia del Novecento


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Un appuntamento, organizzato nell’ambito del ciclo di incontri sul tema “Testimonianze sul Novecento: uomini, fatti, idee”, per far conoscere questo interessante volume del noto studioso, docente emerito di Storia del cristianesimo presso l’università Cattolica del Sacro Cuore.

Marcocchi propone un’acuta analisi di alcune delle principali personalità che hanno ravvivato il panorama culturale e religioso a partire dai primi decenni del XX secolo. Un periodo di grande fermento, in cui si rendeva sempre più necessario:

dar vita a una “apologetica nuova” dotata di respiro culturale, capace di confrontarsi con il pensiero moderno e in grado di ripensare il messaggio evangelico in un linguaggio rispondente alle esigenze del tempo. Non si trattava tanto di difendere e di confutare, quanto di approfondire la dottrina, ripensandola, rivivendola, riesprimendola, nella consapevolezza che la verità cristiana non è mai detta una volta per sempre ma, provocata dalla storia, si esprime con modalità semprepiù chiare e persuasive.

Un clima, questo che ha stimolato il proficuo incontro tra personalità di grande livello e levatura che hanno contribuito a modellare la storia del pensiero cattolico per molti decenni. Prima fra tutti quella di Giovanni Battista Montini che:

…ebbe acuta la consapevolezza [...] del divario esistente tra esperienza di fede e riflessione teologica, che sfociava spesso in una religiosità emotiva e sentimentale. Da qui l’esigenza che l’esperienza di fede si radicasse nel terreno della ricerca razionale, diventasse consapevole, cioè teologica, e la teologia, lungi dall’esaurirsi in una realtà meramente intellettuale, diventasse fatto vitale (La teologia come “preghiera-pensante”). Per Montini la fede come ricerca, passione, “tensione avida e insaziabile verso la verità divina”, principio unificatore e vivificatore della vita esige l’intelligenza (l’agostiniano fides quaerit intellectum così caro a Montini)

Da questo profilo si sussegue poi una carrellata di saggi illuminanti, in buona parte già pubblicati ma con alcuni, interessanti inediti, dedicati a personaggi che hanno contribuito a dar vita ad una stagione feconda per la Chiesa italiana. Storici come Mario Bendiscioli e Nello Vian, teologi di straordinaria portata e lavatura come Romano Guardini, eminenti figure ecclesiastiche quali Carlo Manziana,  Carlo Colombo, Giulio Bevilacqua, Cesare Angelini e Emilio Guano: tutti uomini uniti da una profonda motivazione spirituale e dalla capacità di cooperare, ognuno con le proprie peculiarità, per una crescita ecclesiale  aperta e intelligente.

L’idea, il fil rouge, che lega i diversi saggi, frutto di una vita di studi da parte dell’autore, Massimo Marcocchi, è il rinnovamento, la ferrea volontà che accomunava queste eccezionali figure nell’intento di creare una nuova immagine alla Chiesa, basata sul dialogo, la ricerca, su una fede aperta e positivamente critica, una vera e propria premessa al grande snodo costituito dal  Concilio Vaticano II.

Cristianesimo e cultura nell’Italia del novecento / Massimo Marcocchi
Brescia : Morcelliana, 2008
334 p. ; 21 cm

In BIBLIOTECA potete trovare altre pubblicazioni di Massimo Marcocchi:

La censura del S. Ufficio a ‘L’essenza del cattolicesimo’ di K. Adam : notizia di un carteggio (1929-1935) / Mario Bendiscioli e Massimo Marcocchi. – [S.n.t.]. – [61] p. ; 24 cm.
(Estr. da: ‘Studi e memorie’, 1979, 7, p. 87-147)

Il concilio di Trento : stanze di riforma e aspetti dottrinali. / Massimo Marcocchi, Claudio Scarpati… [et al.]. – Milano : Vita e Pensiero, 1997. – 153 p. ; 20 cm.

Il Concilio Vaticano 2. raccontato ai giovani / Mario Gnocchi, Massimo Marcocchi ; a cura del Settore Giovani di Azione Cattolico. – Roma : Ave, [2000]. – 46 p. ; 21 cm.

L’evangelizzazione del Nuovo Mondo / Massimo Marcocchi. – IN Mon: Storia della Chiesa. La Chiesa nell’età dell’assolutismo confessionale. Dal Concilio di Trento alla pace di Westfalia (1563-1648). – v. 18/2, p. 275-314.

Le missioni in Africa e in Asia / Massimo Marcocchi. – IN Mon: Storia della Chiesa. La Chiesa nell’età dell’assolutismo confessionale. Dal Concilio di Trento alla pace di Westfalia (1563-1648). – v. 18/2, p. 315-354.

Propaganda Fide / Massimo Marcocchi. – IN Mon: Storia della Chiesa. La Chiesa nell’età dell’assolutismo confessionale. Dal Concilio di Trento alla pace di Westfalia (1563-1648). – v. 18/2, pp. 355-362.

Il risveglio missionario della Francia / Massimo Marcocchi. – IN Mon: Storia della Chiesa. La Chiesa nell’età dell’assolutismo confessionale. Dal Concilio di Trento alla pace di Westfalia (1563-1648). – v. 18/2, pp. 355-362.

L’immagine della Chiesa in Carlo Borromeo / Massimo Marcocchi. – IN : San Carlo e il suo tempo. – Atti del Convegno Internazionale, Milano 21-26 maggio 1984, p. 209-235.

Motivi umani e cristiani nell’epistolario di San Girolamo / Massimo Marcocchi. – Milano : Ceschina, 1967. – 108 p. ; 24 cm.

Spiritualità e vita religiosa tra Cinquecento e Novecento / Massimo Marcocchi. – Brescia : Morcelliana, 2005. – 956 p. ; 21 cm.

La spiritualità tra giansenismo e quietismo nella Francia del Seicento / Massimo Marcocchi. – Roma : Ed. Studium, 2003. – 214 p. ; 19 cm.

Giornata missionaria mondiale 2009 – domenica 18 ottobre

MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2009

“Le nazioni cammineranno alla sua luce” (Ap 21, 24)

In questa domenica, dedicata alle missioni, mi rivolgo innanzitutto a voi, Fratelli nel ministero episcopale e sacerdotale, e poi anche a voi, fratelli e sorelle dell’intero Popolo di Dio, per esortare ciascuno a ravvivare in sé la consapevolezza del mandato missionario di Cristo di fare “discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19), sulle orme di san Paolo, l’Apostolo delle Genti. “Le nazioni cammineranno alla sua luce” (Ap 21,24). Scopo della missione della Chiesa infatti è di illuminare con la luce del Vangelo tutti i popoli nel loro cammino storico verso Dio, perché in Lui abbiano la loro piena realizzazione ed il loro compimento. Dobbiamo sentire 1’ansia e la passione di illuminare tutti i popoli, con la luce di Cristo, che risplende sul volto della Chiesa, perché tutti si raccolgano nell’unica famiglia umana, sotto la paternità amorevole di Dio. È in questa prospettiva che i discepoli di Cristo sparsi in tutto il mondo operano, si affaticano, gemono sotto il peso delle sofferenze e donano la vita. Riaffermo con forza quanto più volte è stato detto dai miei venerati Predecessori: la Chiesa non agisce per estendere il suo potere o affermare il suo dominio, ma per portare a tutti Cristo, salvezza del mondo. Noi non chiediamo altro che di metterci al servizio dell’umanità, specialmente di quella più sofferente ed emarginata, perché crediamo che “l’impegno di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo… è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l’umanità” (Evangelii nuntiandi, 1), che “conosce stupende conquiste, ma sembra avere smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza” (Redemptoris missio, 2). 1. Tutti i Popoli chiamati alla salvezza L’umanità intera, in verità, ha la vocazione radicale di ritornare alla sua sorgente, che è Dio, nel Quale solo troverà il suo compimento finale mediante la restaurazione di tutte le cose in Cristo. La dispersione, la molteplicità, il conflitto, l’inimicizia saranno rappacificate e riconciliate mediante il sangue della Croce, e ricondotte all’unità. L’inizio nuovo è già cominciato con la risurrezione e l’esaltazione di Cristo, che attrae tutte le cose a sé, le rinnova, le rende partecipi dell’eterna gioia di Dio. Il futuro della nuova creazione brilla già nel nostro mondo ed accende, anche se tra contraddizioni e sofferenze, la speranza di vita nuova. La missione della Chiesa è quella di “contagiare” di speranza tutti i popoli. Per questo Cristo chiama, giustifica, santifica e invia i suoi discepoli ad annunciare il Regno di Dio, perché tutte le nazioni diventino Popolo di Dio. È solo in tale missione che si comprende ed autentica il vero cammino storico dell’umanità. La missione universale deve divenire una costante fondamentale della vita della Chiesa. Annunciare il Vangelo deve essere per noi, come già per l’apostolo Paolo, impegno impreteribile e primario. 2. Chiesa pellegrina La Chiesa universale, senza confini e senza frontiere, si sente responsabile dell’annuncio del Vangelo di fronte a popoli interi (cfr Evangelii nuntiandi, 53). Essa, germe di speranza per vocazione, deve continuare il servizio di Cristo al mondo. La sua missione e il suo servizio non sono a misura dei bisogni materiali o anche spirituali che si esauriscono nel quadro dell’esistenza temporale, ma di una salvezza trascendente, che si attua nel Regno di Dio (cfr Evangelii nuntiandi, 27). Questo Regno, pur essendo nella sua completezza escatologico e non di questo mondo (cfr Gv 18,36), è anche in questo mondo e nella sua storia forza di giustizia, di pace, di vera libertà e di rispetto della dignità di ogni uomo. La Chiesa mira a trasformare il mondo con la proclamazione del Vangelo dell’amore, “che rischiara sempre di nuovo un mondo buio e ci dà il coraggio di vivere e di agire e… in questo modo di far entrare la luce di Dio nel mondo” (Deus caritas est, 39). È a questa missione e servizio che, anche con questo Messaggio, chiamo a partecipare tutti i membri e le istituzioni della Chiesa. 3. Missio ad gentes La missione della Chiesa, perciò, è quella di chiamare tutti i popoli alla salvezza operata da Dio tramite il Figlio suo incarnato. È necessario pertanto rinnovare l’impegno di annunciare il Vangelo, che è fermento di libertà e di progresso, di fraternità, di unità e di pace (cfr Ad gentes, 8). Voglio “nuovamente confermare che il mandato d’evangelizzare tutti gli uomini costituisce la missione essenziale della Chiesa” (Evangelii nuntiandi, 14), compito e missione che i vasti e profondi mutamenti della società attuale rendono ancor più urgenti. È in questione la salvezza eterna delle persone, il fine e compimento stesso della storia umana e dell’universo. Animati e ispirati dall’Apostolo delle genti, dobbiamo essere coscienti che Dio ha un popolo numeroso in tutte le città percorse anche dagli apostoli di oggi (cfr At 18,10). Infatti “la promessa è per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro” (At 2,39). La Chiesa intera deve impegnarsi nella missio ad gentes, fino a che la sovranità salvifica di Cristo non sia pienamente realizzata: “Al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a Lui sottomessa” (Eb 2,8). 4. Chiamati ad evangelizzare anche mediante il martirio In questa Giornata dedicata alle missioni, ricordo nella preghiera coloro che della loro vita hanno fatto un’esclusiva consacrazione al lavoro di evangelizzazione. Una menzione particolare è per quelle Chiese locali, e per quei missionari e missionarie che si trovano a testimoniare e diffondere il Regno di Dio in situazioni di persecuzione, con forme di oppressione che vanno dalla discriminazione sociale fino al carcere, alla tortura e alla morte. Non sono pochi quelli che attualmente sono messi a morte a causa del suo “Nome”. È ancora di tremenda attualità quanto scriveva il mio venerato Predecessore, Papa Giovanni Paolo II: “La memoria giubilare ci ha aperto uno scenario sorprendente, mostrandoci il nostro tempo particolarmente ricco di testimoni che, in un modo o nell’altro, hanno saputo vivere il Vangelo in situazioni di ostilità e persecuzione, spesso fino a dare la prova suprema del sangue” (Novo millennio ineunte, 41). La partecipazione alla missione di Cristo, infatti, contrassegna anche il vivere degli annunciatori del Vangelo, cui è riservato lo stesso destino del loro Maestro. “Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15,20). La Chiesa si pone sulla stessa via e subisce la stessa sorte di Cristo, perché non agisce in base ad una logica umana o contando sulle ragioni della forza, ma seguendo la via della Croce e facendosi, in obbedienza filiale al Padre, testimone e compagna di viaggio di questa umanità. Alle Chiese antiche come a quelle di recente fondazione ricordo che sono poste dal Signore come sale della terra e luce del mondo, chiamate a diffondere Cristo, Luce delle genti, fino agli estremi confini della terra. La missio ad gentes deve costituire la priorità dei loro piani pastorali. Alle Pontificie Opere Missionarie va il mio ringraziamento e incoraggiamento per l’indispensabile lavoro che assicurano di animazione, formazione missionaria e aiuto economico alle giovani Chiese. Attraverso queste Istituzioni pontificie si realizza in maniera mirabile la comunione tra le Chiese, con lo scambio di doni, nella sollecitudine vicendevole e nella comune progettualità missionaria. 5. Conclusione La spinta missionaria è sempre stata segno di vitalità delle nostre Chiese (cfr Redemptoris missio, 2). È necessario, tuttavia, riaffermare che l’evangelizzazione è opera dello Spirito e che prima ancora di essere azione è testimonianza e irradiazione della luce di Cristo (cfr Redemptoris missio, 26) da parte della Chiesa locale, la quale invia i suoi missionari e missionarie per spingersi oltre le sue frontiere. Chiedo perciò a tutti i cattolici di pregare lo Spirito Santo perché accresca nella Chiesa la passione per la missione di diffondere il Regno di Dio e di sostenere i missionari, le missionarie e le comunità cristiane impegnate in prima linea in questa missione, talvolta in ambienti ostili di persecuzione. Invito, allo stesso tempo, tutti a dare un segno credibile di comunione tra le Chiese, con un aiuto economico, specialmente nella fase di crisi che sta attraversando l’umanità, per mettere le giovani Chiese locali in condizione di illuminare le genti con il Vangelo della carità. Ci guidi nella nostra azione missionaria la Vergine Maria, stella della Nuova Evangelizzazione, che ha dato al mondo il Cristo, posto come luce delle genti, perché porti la salvezza “sino all’estremità della terra” (At 13,47).

A tutti la mia Benedizione.

Dal Vaticano, 29 giugno 2009

BENEDICTUS PP. XVI

Cambiamento orario Biblioteca

Vi comunichiamo che da lunedì 5 ottobre gli orari della Biblioteca saranno i seguenti:

lunedì dalle 8.30 alle 12; dal martedì al venerdì 8.30-12.00 e 14-17.30.

Vi aspettiamo!

Storie d’acqua – Trentatre fotografie dedicate all’acqua della Lombardia

storie-dacquaf-1Dove: Milano, Palazzo Pirelli – Regione Lombardia – Spazio eventi – 1° piano, Via Fabio Filzi 22, Milano

Una esposizione tratta dagli Archivi dell’Immagine della Regione Lombardia che presenta trentatre fotografie dedicate all’acqua e al modo in cui la ricchezza di risorse idriche ha contribuito a modellare il paesaggio e determinare lo sviluppo economico e sociale della Lombardia.

La mostra si articola intorno a quattro argomenti principali:

  • la pianura irrigua, con un’attenzione particolare alle risaie, alla monda del riso e alle marcite (fotografie provenienti dai fondi Mondo Popolare, Acquisizioni Archivio Contemporaneo, Hammacher);
  • i lavori del fiume, ovvero renaioli, scarriolanti e traghettatori, le bonifiche e la manutenzione dell’argine, i trasporti fluviali (fotografie provenienti dai fondi Fazioli e Acquisizioni Archivio);
  • Continua a leggere…

Filigrane e dintorni…

Se siete interessanti ad approfondire aspetti inerenti il mondo della carta, se vi incuriosiscono le piccole immagini nascoste nelle pagine dei libri antichi vi invitiamo a visitare un interessante nuovo blog tutto dedicato all’affascinante mondo della carta e della filigrana…

filigraneecarta.wordpress.com

If you are interesting to investigate aspects of the world of paper, if you curious about the small pictures hidden in the pages of old books, we invite you to visit an interesting new blog devoted all the charming world of paper and watermark…

You can read the english version here:

watermarkandpaper.wordpress.com

REICAT: finalmente una realtà*

*Abstract in english

Alberto Petrucciani e Simona Turbanti affrontano, sul mensile Biblioteche oggi, un tema di grande attualità nell’ambito della catalogazione: la pubblicazione, avvenuta lo scorso mese di giugno, della versione definitiva delle REICAT (Regole italiane di catalogazione), risultato del prolungato lavoro svolto dalla Commissione per la revisione delle RICA.

Si tratta della fase conclusiva di un processo di elaborazione che ha sempre cercato di coinvoglere gli addetti ai lavori attraverso una campagna di conoscenza preliminare delle REICAT. A partire dal 2004 infatti sono state diffuse le bozze delle nuove regole, via via aggiornate con l’avanzamento dei lavori, mentre già dal 2008 si poteva disporre di un testo sostanzialmente completo (ma anch’esso aggiornato fino al gennaio 2009), scaricabile gratuitamente dal sito della Commissione RICA dell’ICCU. Tale diffusione, accompagnata da numerose iniziative di presentazione attraverso convegni, seminari e corsi di aggiornamento, ha permesso ai catalogatori di conoscere in anticipo i cambiamenti e alle biblioteche di programmare le eventuali operazioni  di adeguamento.

La programmazione di tali interventi sui cataloghi attualmente si fa più complessa e deve essere stabilita con largo anticipo; la realtà attuale vede la continua crescita di poli e banche dati collettive che riuniscono numerose biblioteche affini per area geografica o specializzazione. Queste realtà, spesso gestite direttamente online, prevedono l’intervento di un numero rilevante di catalogatori di diversa formazione e professionalità, proprio tale eterogeneità richiede tempi più ampi da parte di chi sovrintende i singoli progetti per la valutazione e programmazione degli interventi prioritari da svolgere in ambito di revisione catalografica.

L’intervento di Petrucciani e Turbanti vuole proporre delle linee guida essenziali, delle informazioni utili e pratiche per gli addetti ai lavori  su un singolo aspetto dei numerosi ambiti che chi cataloga libri si trova ad affrontare, la forma delle intestazioni uniformi per le persone e per gli enti. Non un confronto tra le nuove REICAT e le vecchie RICA, utile nell’ambito di un discorso puramente teorico ma poco pratico in vista di un imminente adeguamento dei dati, ma indicazioni concrete per effettuare le modifiche dei cataloghi.

Senza entrare nel merito dei singoli cambiamenti tra REICAT e RICA, o anche tra SBN e RICA, per i quali si rimanda direttamente all’articolo, disponibile in formato pdf sul sito di Biblioteche oggi, va rilevato che l’intento delle nuove norme è, ancora una volta, quello di uniformare il più possibile i dati nel tentativo di ovviare ad errori, duplicazioni di dati e incongruenze, una sorta di “inquinamento” che caratterizza i database, complicando il lavoro di catalogazione e l’attività di ricerca da parte dell’utente.

Nel nuovo codice si assiste ad una sorta di semplificazione volta ad eliminare elementi in eccesso, cioè parti  della descrizione e dati che non incidono o vanificano la ricerca ma che, al contrario, la rendono più agevole e puntuale. Semplificazione intesa dunque come razionalizzazione nell’ottica di una maggior funzionalità, l’obiettivo è infatti la creazione di cataloghi generali, utili ad accogliere tutti i materiali d’interesse per le biblioteche, descritti nella maniera più uniforme possibile e non la redazione di cataloghi specialistici, relativi a una sola particolare categoria di materiale, basati chiaramente su un livello di descrizione più analitico.

Infatti l’innovazione sostanziale delle REICAT riguarda anche l’estensione delle norme ad una serie di materiali che, attualmente e con sempre maggior frequenza, entrano a far parte delle collezioni delle biblioteche e necessitano, di conseguenza, di una puntuale catalogazione. Regole precise ed univoche consentiranno di catalogare un’ampia varietà di pubblicazioni (non solo antiche, moderne e periodici, ma anche libri per ragazzi, scolastici, letteratura minore o locale, letteratura grigia), ma anche materiale cartografico, musicale (non solo a stampa ma anche audio), video (cinema, musica, teatro…), materiale elettronico e addirittura videogiochi.

L’introduzione delle REICAT può essere considerata un’occasione importante per aggiornare, migliorare, revisionare i cataloghi; non una passiva e sterile operazione di correzione, ma un appuntamento per presentare agli utenti, destinatari e veri fruitori del nostro lavoro, informazioni più precise, chiare e funzionali, realmente rispondenti alla realtà del materiale.

*Abstract tratto da BIBLIOTECHE OGGI (luglio-agosto 2009)

The new Italian cataloguing rules (Regole italiane di catalogazione, REICAT), published in June 2009, are now to be applied in catalogues, revising when necessary obsolete forms of headings and inconsistencies. The article focuses on the main changes in the form of the headings for Persons and Corporate Bodies, in relation to the former code of rules (RICA, published in 1979) and the practice of the national bibliography (BNI) and the national library network (SBN). As a general principle, headings are based on the name or form of name

most frequently found in editions of the author’s works: e.g. a pseudonym or assumed name, or an incomplete form (with elements of the name omitted or represented by initials). The first part of the article concerns general changes related to the additions to a name and to prescribed punctuation, while the second part describes the main changes for Persons (author’s preference and national usage, completeness variants, transliteration or transcription of names in different scripts, headings for saints) and for Corporate Bodies (name qualifiers, minor changes, subordinate corporate bodies and bodies related to other bodies). The aim of most changes is the removal of special exceptions or inconsistencies and the choice of forms of headings closer to common usage and as clear as possible to catalogue users.

9788871071275

Regole italiane di catalogazione – REICAT
a cura della Commissione permanente per la revisione delle regole italiane di catalogazione.
2009, 8°, pp. 658, € 50,00 (Istituto Centrale per il Catalogo Unico), ISBN 978-88-7107-127-5

Indicazioni bibliografiche per manuali catalografici sono disponibili sul sito dell’ICCU: QUI

Ulteriori approfondimenti si possono consultare online sempre sul sito dell’ICCU – Commissione RICA: QUI

IFLA 2009 – eventi ad accesso libero 3

Tra le conferenze satellite nell’ambito dell’IFLA Annual Conference (Milano, 23-27 agosto 2009), l’IFLA Preservation and Conservation Section (http://www.ifla.org/en/preservationand-conservation) e l’IFLA–PAC Core activity (http://www.ifla.org/en/pac) in collaborazione con l’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario (http://www.icpal.beniculturali.it) organizzano a Roma una conferenza satellite:

“Conservation and preservation of library material in a cultural-heritage oriented context”

dal 31 agosto al 2 settembre 2009

Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, Via Milano, 76 – 00184 Roma

logo Istituto Restauroifla2009

Programma:

Sono previste due giornate di incontri che metteranno a fuoco particolari aspetti e principi inerenti la conservazione preventiva. Il primo giorno verranno presentate le attività di conservazione in alcune importanti sedi romane:
la Biblioteca Apostolica Vaticana, l’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario e la Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana.
Il secondo giorno include due sessioni rispettivamente sulle tematiche legate alla digitalizzazione di materiale librario e sulla dimostrazione di apparecchiature che utilizzano a tale scopo tecnologie innovative.

Esposizione correlata:
Il 31 agosto e il 1 settembre verrano presentati nell’atrio dell’Istituto Scanners delle ditte Kirtas, Qidenus Technologies and Treventus Mechatronics GmbH.

http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1248953709060_ROMASATEL.pdf

IFLA 2009 – Eventi ad accesso libero 2

BABEL, BIBLE AND KOR’AN
FROM TEXTS TO CONTEXTS

Dalle culture ai libri di culto:
funzioni moderne delle biblioteche
nelle tradizioni religiose delle civiltà del Mediterraneo

From Cultures to Sacred Books:
Modern functions of Libraries
in the religious traditions of Mediterranean Civilizations


Biblioteca Ambrosiana
24 agosto 2009

Un interessante appuntamento, a margine degli eventi organizzati  nei giorni del Congresso IFLA, fortemente voluto dall’ABEI (Associazione dei Bibliotecari Ecclesiastici Italiani) e dalla CEI per riflettere sulle problematiche, sulle analogie e le differenza tra biblioteche religiose di diversa confessione e collocazione geografica.

Un importante momento di confronto e dialogo tra le realtà bibliotecarie e sulle biblioteche delle tre principali religioni del bacino mediterraneo: ebraica, cristiana e islamica; un evento che ricalca pienamente lo spirito internazionale che anima il Congresso IFLA.

Il progetto, inoltrato all’IFLA tramite il professor Mauro Guerrini (docente di biblioteconomia presso l’Università degli Studi di Firenze, membro permanete del Comitato IFLA per la catalogazione e presidente del Comitato nazionale IFLA 2009), rappresenta un evento eccezionale perchè, per la prima volta nella storia dei Convegni IFLA, viene dedicata una simile attenzione alle biblioteche di interesse religioso, dedicando ad esse un evento collaterale.

Nell’ambito di uno scambio culturale interreligioso si affronterà il tema comune dell’importanza del libro e delle strutture che lo custodiscono, lo ospitano, lo preservano e lo mettono a disposizione dell’utenza; un’intera giornata per riflettere, capire ed approfondire problematiche, analogie e diversità tra le principali culture del mediterraneo.

Al mattino, dopo il saluto del Cardinale Tettamanzi e delle autorità dell’IFLA, sotto la guida di mons. Franco Buzzi prefetto dell’Ambrosiana (struttura che ospita l’evento), sono previste le tre relazioni di ampio respiro dei rappresentanti delle religioni ebraica, cristiana e islamica.

La prima è affidata al prof. Malachi Beit-Arié, professore emerito di codicologia e paleografia, insignito nel 2002 della Laurea Honoris Causa in Conservazione dei beni Culturali presso l’Università degli Studi di Bologna, sede di Ravenna.

La seconda a Mons. Cesare Pasini prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, già Vice-Prefetto alla Biblioteca Ambrosiana

Infine il terzo intervento spetterà al prof. Gabriele Mandel Khàn, Vicario generale per l’Italia della Confraternita sufi Jerrahi-Halveti, psicologo, scrittore e artista italiano di discendenza turco-afghana.

La sessione pomeridiana, presieduta da Mons. Pier Francesco Fumagalli viceprefetto dell’Ambrosiana, sarà articolata in una serie di interventi su temi più generali,  proposti da rappresentanti di organizzazioni europee ed italiane, operanti nell’ambito delle biblioteche religiose.

Interverrà un rappresentante del BETH (Biblioteche europee di teologia) già Conseil international des associations de bibliothèques de théologie, la nota  federazione di associazioni nazionali di biblioteche teologiche

Si darà poi spazio ad associazioni ed enti nazionali ed internazionale quali l’ABEI (Associazione dei bibliotecari ecclesiastici italiani) e il corrispettivo spagnolo ABIE (Associaciòn de bibliotecarios de la Iglesa en Espana), il CDEC Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano e l’Ufficio nazionale beni culturali ecclesiastici della CEI, diretto da Mons. Stefano Russo, che da qualche anno ha avviato il progetto Cei-bib al quale la nostra biblioteca partecipa dal febbraio 2009.

Infine la giornata si concluderà con un intervento di URBE, rete informatica che unisce le biblioteche di 17 Istituti Pontifici di rango universitario, un’associazione nata nel 1994 dopo un’esperienza pluriennale di collaborazione tra biblioteche di Istituzioni accademiche ecclesiastiche presenti in Roma.

Una stimolante occasione che permetterà di approfondire tematiche interessanti e conoscere enti ed associazioni presenti sul territorio nazionale, la loro storia, le finalità, l’attività presente e i progetti futuri inerenti il mondo delle biblioteche ecclesiastiche con una particolare attenzione al personale che le gestisce e ne permette lo sviluppo e la crescita.

L’appuntamento, organizzato con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Milano, della Biblioteca Ambrosiana, della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Associazione Bibliotecari Ecclesiastici Italiani e dell’Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche, è dunque per il 24 agosto prossimo:

Biblioteca Ambrosiana
Sala Accademie
Milano, Piazza Pio XI, 2
9.00 – 18.00

Ingresso libero  – Previa registrazione

Per il modulo di registrazione (formato PDF) cliccare: QUI

Questo il programma della giornata che potrete trovare più dettagliatamente sul sito dell’ABEI: QUI

24 agosto 2009
9.00 – 12.30

Registrazione dei partecipanti

Presiede la sessione mattutina: Mons. Franco Buzzi
Prefetto della Biblioteca Ambrosiana

Saluto iniziale
Card. Dionigi Tettamanzi

Arcivescovo di Milano

Introduction: Steve W. Witt
IFLA II. Divisione della Biblioteche speciali

Comunicazioni

Prof. Malachi Beit-Arié
Professore emerito di Codicologia e Paleografia

Mons. Cesare Pasini
Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana

Prof. Gabriele Mandel Khàn
Vicario Generale della Confraternita sufi Jerrahi-Halveti in Italia


Pausa pranzo


15.30 – 18.30

Presiede: Mons. Pier Francesco Fumagalli
Vice Prefetto della Biblioteca Ambrosiana

Comunicazioni

BETH
(Bibliothèques Européennes de Théologie)
Odile Dupont

CEI
(Conferenza Episcopale Italiana. Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici)
Don Stefano Russo

CDEC
(Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea)
Nanette Hayon

ABIE
(Asociación de Bibliotecarios de la Iglesia en España)

M. Carmen del Valle Sánchez

ABEI
(Associazione dei Bibliotecari Ecclesiastici Italiani)
Mons. Michele Pennisi

URBE
(Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche)

Silvano Danieli

IFLA 2009 – Eventi ad accesso libero

“ Copy in Italy: autori italiani nel mondo 1945 – 2009”

mostra presentata dalla Biblioteca Nazionale Braidense e dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori; realizzata per il Convegno IFLA ’09, Milano 23-27 agosto 2009; patrocinata da importanti istituzioni italiane: Regione Lombardia, AIE, AIB, Fondazione Cariplo , Fondazione La Triennale, oltre al Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università degli Studi di Milano;

collegata alla mostra “La Triennale di Milano nelle lingue del mondo Architettura, design, arti nelle pubblicazioni della Triennale dal 1933 al 2009 presso la Triennale di Milano, dal 31 luglio all’11 ottobre 2009

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Premessa teorica della mostra “ Copy in Italy: autori italiani nel mondo 1945 – 2009” è un percorso a ritroso nella filiera editoriale con lo scopo di mettere in evidenza, attraverso un approccio innovativo, la diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo nella seconda metà del XX secolo, focalizzando in particolare l’attenzione sui flussi degli autori italiani verso i paesi stranieri. L’obiettivo principale dell’iniziativa è quello di restituire l’immagine dell’Italia per come viene percepita all’estero: da Primo Levi a Umberto Eco, da Giovannino Guareschi a Andrea Camilleri, dal Gattopardo di Tomasi di Lampedusa a Gomorra di Saviano
La mostra è l’occasione, anche per un pubblico non specialistico, di entrare in contatto con la cultura italiana della seconda parte del XX secolo, di scoprire alcuni trend e alcuni autori, generi e filoni, di osservare da vicino i processi editoriali e le strategie per la diffusione del libro e, infine, di essere direttamente coinvolti nella diffusione della cultura italiana nel mondo.

Attraverso l’utilizzo di strumenti quali le biblioteche storiche delle case editrici, le biblioteche autoriali, alcuni fondi archivistici di particolare rilevanza ( archivi di uffici dei diritti d’autore all’estero, archivi di consulenti editoriali e traduttori, archivi di agenti letterari conservati alla Fondazione Mondadori) , l’esposizione presenta i principali temi relativi alla ricezione della nostra cultura all’estero:
• i grandi flussi che hanno come protagonisti gli Autori italiani tradotti, i paesi di destinazione, gli editori e i generi

• i bestsellers internazionali e gli autori più tradotti ( Eco, Calasso, Camilleri) insieme agli autori che hanno più successo all’estero che in Itali a e viceversa

• il rapporto tra la fortuna critica e premi letterari con la traduzione e la diffusione fuori dall’Italia

• gli effetti della riduzione cinematografica sulla ricezione di un testo

• la “materialità” del libro nelle sue diverse traduzioni dal testo al paratesto.

La mostra , realizzata per il Convegno IFLA ’09, che quest’anno si svolgerà a Milano in agosto, coinvolge importanti istituzioni italiane: Regione Lombardia, AIE, AIB, Fondazione Cariplo, Fondazione La Triennale, oltre al Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università degli Studi di Milano.

Biblioteca Braidense, Sala Maria Teresa
Durata: 21 settembre 2009 – 20 ottobre 2009
Orari: lunedì – venerdì 9.30 – 17.30 ; sabato 9.30 – 13.00

Chiuso domenica e festivi

Info: b-brai.eventi@beniculturali.it
Claudia Romano, Gabriella Fonti
02 86460907